Nella mia rubrica su Satisfiction si parla di serie TV a carattere medico, Dr. House (ormai il classico per eccellenza) e l’avventura di “Crimini bianchi”.
“Mai come oggi la medicina ha bisogna di voce. Ne ha bisogno perché è scienza condivisa che porge le proprie acquisizioni e chiede di collaborare con la gente. Pone domande, aspetta le reazioni dei (potenziali) pazienti, riceve quesiti e prova a fornire a sua volta risposte attendibili. Per tutti noi conoscere o meno un’informazione, e conoscere quella giusta, fa la differenza. Uno studio statunitense ha dimostrato che le donne con tumore al seno con un livello personale di cultura medio-alto hanno maggiore probabilità di guarire: i soldi non c’entrano, si tratta della capacità di reagire alla malattia scegliendo le soluzioni migliori per il tempo e la condizione clinica. Avere un po’ di cultura significa essere abituati a riflettere e non affidarsi alla prima proposta che si trova.
Penso che gli intellettuali, ammesso che esistano, si dividano di loro volontà in due gruppi principali: i comunicatori e gli eremiti. L’eremita si autodefinisce geniale, e forse lo è, ama parlare solo con i propri simili (che sono pochi) e opera sul linguaggio azioni di cesello e complicazione atti a escludere la maggioranza delle persone…”.
Ecco il LINK.



Condivido ogni parola, è bellissimo. Adoro House, a Natale mi è arrivato il cofanetto di dvd con tutti gli episodi e la serie completa di E.R. Ma House è molto più bello! E hai ragione, ha contribuito a rendere più chiare alcune patologie. Come al solito, brava.
Penso che la forma espressiva della serie televisiva sia potentissima, usata in modo costruttivo può veicolare messaggi che diversamente non raggiungerebbero così tanta gente. Per questo mi riesce difficile accettare lo snobismo di alcuni (liberi di essere snob, comunque): ritorniamo a ciò che dicevo all’inizio di questo pezzo su Satisfiction,me, c’è chi vuole comunicare e chi no. Innegabile che la serie televisiva sia un mezzo e un’opera di creatività, richiede tanta attenzione. E al di là di questo, la mia professione di scrittura è stata aiutata enormemente dal lavoro con Giorgia Mariani e Dante Palladino; il RIGORE, la COERENZA della trama, ore e ore di concentrazione perché tutto funzionasse alla perfezione, il rispetto massimo per lo spettatore che ha il diritto a non ricevere prodotti con sbavature o elementi difettosi… Una scuola incredibile.
Quanto a Dr. House, la professionalità degli sceneggiatori resta tuttora a esempio. Per questo mi è dispiaciuto molto per “Crimini bianchi”: Alberto Ferrari, il regista, Dante, Giorgia e gli altri sceneggiatori hanno studiato con me clinica, chirurgia, epidemiologia, spesso mi mettevano in difficoltà con domande mediche acutissime… In pratica i consulti multidisciplinari di House si tenevano nelle nostre sessioni di lavoro insieme!