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Ti ringrazio per questo bell’articolo sull’essere sè stessi sempre e ovunque.E questo vale anche per me.Ti abbraccio col cuopre.Mirka
Ti abbraccio anche io!
Grazie per la lettura e i commenti, vi abbraccio
Brava! Brava! Brava!
Grande foto
La foto e’ di un artista meraviglioso. E leggiadro.
Mi dispiace molto per quello che ti è successo. Non è giusto. E capisco la tua rabbia e il senso di impotenza.
Molto bello,
MariaGiovanna,questo “lasciato” pieno di tutto e,chissà che il “dono” non sia proprio quel “silenzio” pieno solo d’essenza pura.Ma…resta il freddo della neve anche se il camino arde e scoppietta.Ti abbraccio col cuore,Mirka
Geniale: segni grafici emotivamente narranti.
Nella poesia mista a prosa immagino una donna che ti assomiglia, in piedi su un palco a recitare se stessa e decine di altre donne belle e intriganti. Con la sensibilità e l’intelligenza acuite dai tempi. Vorrei una voce calda e la erre blesa per questa performance unica.
sorriso
Questa riflessione è un cammeo, madreperla incastonata. “Il coraggio si straccia con gli anni”. Non sai quanto sono d’accordo. Bellissimo riuscire a dirlo così.
Un bacio
Condividere le sensazioni: fotografare l’istante per procastinare nell’eterno. Lontano da questo mellifluo assaporare mi appresto, ancora, ad affrontare un’altra guerra. Non so cosa sia la noia. Forse conosco alcuni languori, ma li apprezzo. E talune malinconie, ma le assaporo e ringrazio il Kairos per il dono di nutrirmi nell’ozio. Diversa è questa sconsolata tristitudine. Affascinante e languida.
“Ho indovinato la voce nel fondo di me”, l’incerto, il cammino che ho interrotto. Riconnessa e a occhi aperti. Fiera dell’ingenuità che salva. Già uno solo di questi è un bel traguardo, difficile da raggiungere.
Facile o meno che sia, è detto in maniera delicata. Come di chi lo ha vissuto e lo vive sulla propria pelle.
ERA ORA!
Evviva!Ti abbraccio,Mirka
BELLA QUESTA TUA FIEREZZA NATA DAL CANDORE PIU’ CHE DALL!INGENUITA’!
Il mondo fuori girerà sempre in largo in tondo in su e in giù e a volte potrà anche darti l’impressione di càpio ma mai riuscirà a “imbragare” il tuo,quello che sei e ti porti nel “viaggio”,capace magari di rinunciare anche al piacere di vivere come vorresti tu ma mai asceticamente compiaciuta,anzi dispiacendotene ma senza che questo costituisca la rinuncia all’”istinto” che desidera vuole vivere pur con dei solchi d’ironia creati da qualche dubbio di riuscita.
Bel racconto,MG e…complementare alla lunga fase di stasi.Ciao,Mirka
Chissà perchè non mi stupisce, ciao bella donna!
Chissà perchè non mi stupisce! Un abbraccio
abbracci e sorrisi complici a voi!
Erich Priebke, Eric Pearl. E.P., stesse iniziali e stesso nome di battesimo per due uomini così diversi, per due destini con due direzioni antitetiche, una porta morte, l’altra porta luce. Non so capire il significato di questi incontri per te, di sicuro esiste perchè non credo al caso. In ogni modo la Cavalcata delle Valchirie in treno dopo l’incontro fa pelle d’oca!
In effetti ho preso coscienza dell’assonanza e della similitudine dei due nomi da pochi giorni. Sono stati incontri molto importanti e non so definire fino in fondo il motivo. La musica in treno è stata impressionante, non aveva motivo perché l’altoparlante è rimasto muto tutto il viaggio, salvo esplodere nella ripetizione cinque o sei volte delle Valchirie. Guardavo intorno e vedevo la gente, ho perfino chiesto a una coppia di australiani se anche loro stessero sentendo la musica. Non ero solo io, c’era. Dal niente è arrivata e nel niente è ritornata. Un altro elemento “forte” è stato l’istante in cui ho incontrato l’uomo che assomigliava a Priebke: ferma, noto l’uomo vicinissimo e una voce nella testa ne declina nome e cognome e solo dopo lo guardo.
Eric Pearl è un incontro straordinario. Detestato da chi pratica Reiki o altre tecniche perchè dice che la Riconnessione oltrepassa, riunisce e supera ogni altra tecnica energetica, se vai a un suo seminario capisci che è vero. O meglio: vedi, senti, tocchi che è vero. E’ una cosa fisica, non riesci a definirla solo energia o Luce o informazione, è qualcosa che c’è. Ecco, è evoluzione nel senso compiuto del termine. Tra le tante, una frase ricordo con piacere (Eric è un uomo simpaticissimo e ironico): “Ma che senso ha chiamare Dio e i Santi per aiutare qualcuno? Se li chiami è perché pensi che non siano già con te”.
Sono Esperienze straordinarie a cui resto aperta con stupore meraviglia e gioia.
Certo che attendo.Con pazienza e gioia.Grande MariaGiovanna che abbraccio sentendo la “trasmigrazione” di questo bellissimo impatto di luce quando quest’abbraccio arriverà.Mirka!
Siccome le coincidenze non esistono, ti propongo uno dei classici di Osamu Tezuka, “Storia dei 3 Adolf”:
http://www.amazon.it/storia-dei-tre-Adolf/dp/888699107X/ref=sr_1_2?ie=UTF8&qid=1323859348&sr=8-2
Opera del 1983 del maestro giapponese in 5 volumi, ristampata in Italia a fine anni ‘90.
Siccome è difficile ormai trovare tutti i volumi (io ho faticato parecchio) qui si può leggere online:
http://manga.animea.net/adolf-ni-tsugu.html
A proposito di Adolfo ed Erich. Questa sera ero con Marco Buticchi a una sua presentazione e nazismo, coincidenze, corsi e ricorsi storici ed Erich sono stati argomento dominante.
“Mi sono chiesta, nelle settimane, quale fosse il Bene che Dio ti stava offrendo. Perché c’è, il Bene. E’ che non lo comprendiamo. Lo sai tu, adesso” Lui sa sicuramente,lui conosce le risposte a tanti perchè, lui sarà con tutti voi sempre a darvi luce nel luogo che tanto ha amato e per il quale tanto ha fatto. Lui sarà sempre, in ogni persona che ha amato o anche solo avvicinato. Un abbracio
Sono certa che abbia lasciato moltissimo. Nei figli, in tutti coloro che ha amato e che l’hanno amato. Mi colpisce la presenza di lui, lui senza il bisogno che sia negli altri. Non ho risposte, ho solo domande (se proprio voglio usare la razionalità, non strettamente necessaria). “Mi sembra che sia ancora tra noi, vivo”, quante volte l’abbiamo detto di chi moriva? Eppure la calma serena calata dentro di me oggi, lo stupore perché gli altri piangevano e non ne percepivano la presenza reale sono nuovi per me. Certo sono consapevole che esistano letture duplici, triplici di ciò che vivo. E’ che non mi sembra più il tempo di tacere. Racconto per condividere, lascio a chi legge il pensiero unico e originale in proposito.
Si può anche non piangere, ai funerali. Anzi, si dovrebbe non piangere. E’ solo una barriera invisibile di illusione che ci separa dai nostri morti, che morti non sono. Ci credo fermamente.
Ciao Giò. Che bella cosa gli hai scritto, lui sarà contento.
Sì non si dovrebbe piangere ai funerali, mai.Che bella cosa che hai scritto ,mi ricorda un brano letto da qualche parte anni fa che diceva:-Non abbiate paura, mai, e scivolate con fiducia nella dimensione parallela che vi accoglie ma non vi tratterrà finchè voi non lo vogliate.Traslare il piano terreno è opera impegnativa e difficile affidata ai grandi maestri dello Spirito, ora è tempo che anche gli uomini lo sperimentino sulla terra.Coloro che raggiungeranno questa capacità di astrazione, abbandonando il corpo, avranno aperte le porte dell’universo.La sostanza che compone l’universo è puro pensiero, astrazione totale; chi sperimenta questo sdoppiamento sulla terra è come se vivesse due volte: la prima vita si conclude compensando.La seconda, compensata e astratta nel puro Stato dell’Essere,permette di valicare il limite dello spazio e del tempo.Non fate l’errore di confondere questo con la morte terrena.La morte terrena è altra cosa, è la fine del percorso è il catarsi dello spirito che, preparato al passaggio, diventa parte del Tutto.Imparate a visualizzare i pensieri, trasformate le immagini e usatele come fossero un codice binario di comprensione universale rivolgendovi a tutti coloro che hanno bisogno di voi e sono in transito in una dimnsione irrisolta che impedisce loro di lasciare la terra.Aiutate a capire tutti coloro che vi chiedono aiuto, state loro vicini e conduceteli sul sentiero che state percorrendo voi; anche se hanno già abbandonato fisicamente la vita terrena sono in grado di seguirvi in questa impresa.Liberate loro e libererete voi stessi e capirete così l’importanza del vostro compito terreno.Aiutate e sarete aiutati, donatevi totalmente e non abbiate timore.Aiutate tutti coloro che incontrerete, raggiungete e sarete a vostra volta raggiunti dal soffio celeste.Qui chi si dona è accolto e trova pace.-
Lorenza Bonomi, il brano che citi mi interessa moltissimo. La funzione terrena, argomento dominante per me da qualche tempo, e il valico oltre spazio e tempo. Rimanda, per me, a passi di “Un corso in miracoli”, misterioso e potentissimo libro che tanti incontrano quasi per caso (?).
Qui chi si dona e’ accolto e trova pace.
Luce
Inspirare l’universo
e dilatarvisi
vibrando all’unisono:
è la scelta possibile dei vivi.
dimenticare l’inspiro
affidarsi all’espiro
e a p p a r t e n e r e
in pienezza
nel tempo senza istanti
grazie MariaGiovanna. Mi tocchi l’anima.
@Mariagiovanna l’avrai in originale.<3
Buon anno discepola, ti abbraccio forte.
Sono d’accordo, io ho aperto fb per promuovere il mio libro, e sinceramente sono riuscita nell’impresa, un evento per Livorno, che alle presentazioni di libri preferisce ponce e 5&5 dal tortaio… ma non riesco ad andare oltre quella funzione, di tam tam del mio libro…
Non riesco a dire buonanotte o buona giornata su fb, dei 500 e passa “amici”, ne conosco di ciccia forse neanche 40… e non posso dare la buonanotte agli sconosciuti, non mi va. Salvo poi sorprese tipo folli inseguitori che ti chiedono il cellulare… “sono un libro!” ho risposto. I libri non hanno il cellulare…
Un abbraccio mg, Sandra
“La montagna ride e mi guarda”. Capita anche a me, d’estate. Là, si respira bene.
Un bacio
Buon anno bellissima creatura.
“Uno di quei desideri banali, con niente di speciale, che sono il senso della vita”.
Banale? Direi proprio di no
e dentro i giardini incantati da acque e specchi dove il mondo è frescura di pace.
Racconto che mi ha commosso,MariaGiovanna,mentre la serenità.
AUGURI,STRAORDINARIA CREATURA CHE NAVIGA FRA L’ENIGMA DI UN’IDENTITà CHE CONTINUAMENTE TROVA IL SUO SENSO D’EVOLVERSI IN “NATURA” E CIVILTà CHE SOLO LA COSCIENZA E UN SORGIVO ISTINTO DA CUI RIPARTIRE.
Mirka
Condivido ogni parola, è bellissimo. Adoro House, a Natale mi è arrivato il cofanetto di dvd con tutti gli episodi e la serie completa di E.R. Ma House è molto più bello! E hai ragione, ha contribuito a rendere più chiare alcune patologie. Come al solito, brava.
Penso che la forma espressiva della serie televisiva sia potentissima, usata in modo costruttivo può veicolare messaggi che diversamente non raggiungerebbero così tanta gente. Per questo mi riesce difficile accettare lo snobismo di alcuni (liberi di essere snob, comunque): ritorniamo a ciò che dicevo all’inizio di questo pezzo su Satisfiction,me, c’è chi vuole comunicare e chi no. Innegabile che la serie televisiva sia un mezzo e un’opera di creatività, richiede tanta attenzione. E al di là di questo, la mia professione di scrittura è stata aiutata enormemente dal lavoro con Giorgia Mariani e Dante Palladino; il RIGORE, la COERENZA della trama, ore e ore di concentrazione perché tutto funzionasse alla perfezione, il rispetto massimo per lo spettatore che ha il diritto a non ricevere prodotti con sbavature o elementi difettosi… Una scuola incredibile.
Quanto a Dr. House, la professionalità degli sceneggiatori resta tuttora a esempio. Per questo mi è dispiaciuto molto per “Crimini bianchi”: Alberto Ferrari, il regista, Dante, Giorgia e gli altri sceneggiatori hanno studiato con me clinica, chirurgia, epidemiologia, spesso mi mettevano in difficoltà con domande mediche acutissime… In pratica i consulti multidisciplinari di House si tenevano nelle nostre sessioni di lavoro insieme!
Quel sito sull’Internet ho visto, anche la proposta per la terapia, ma al momento è troppo costoso per me, poi non mi piacciono le cose così impersonali. Preferirei una terapia di gruppo. Qualcuno sa per caso se a Bologna esiste e dove dovrei rivolgermi? Grazie
“L’ultima volta che ho visto il tuo corpo vivo eri seduto nella penombra. Nessuna parola, fuori dalla porta ricevevo il tuo sguardo. E lo ricambiavo. Siamo rimasti così nei minuti a manciate, non sono entrata e tu non hai chiuso la porta. Mi sono chiesta, nelle settimane, quale fosse il Bene che Dio ti stava offrendo. Perché c’è, il Bene. E’ che non lo comprendiamo. Lo sai tu, adesso.”
Lascio risuonare le tue parole e le tue immagini evocate e mi nutro dell’Amore che nasce dal Dolore… L U C E
Sembra quasi di viverlo.
Salve ragazzi, complimenti per il sito xkè è davvero una bomba… lo visiterò spesso… ciauuuu
Saper “vedere” è una grazia conquistata,cara e GRANDE MariaGiovanna, attiva l’intelligenza lasciando fuori ogni illusoria quanto stupido abbellimento che (consola).
E tu ti sei fatta l’AUGURIO più intelligente per un “meglio” di te.Solo PER TE.
Con piacere ti RINNOVO gli auguri e ogni bene.
Con affetto e stima,Mirka
LUCE A TE
PER UNA RITROVATA DIS-OBBEDIENZA CHE RABBIA D’ENERGIA NON PUO’ CHE DIVENTARE.
Il mio abbraccio MAI conobbe impostura nè il compiacimento seduttivo nel darlo.Accettalo come tale.T.V.B.Mirka
E’ raro leggere pagine così. Quanto sobria e consapevole questa scrittura che gronda dolore e grida un’attesa di verità.Quel senso che c’è, e che vedremo.
Ciao MariaGiovanna.Questo tuo scritto ha toccato tutta la piena della mia profondità.E io mi commuovo,sempre, quando sento la passione del cuore,il suo dolore (nello specifico caso),la sincerità.Altro,mi lascia assolutamente indifferente,se non mi procura noia,anche se scritto in modo acculturato e stilisticamente perfetto.
Spero,voglio dargli le “ali” come feci per altri tuoi racconti che commossero tutta la platea.E questo tu ben lo sai.
Ti abbraccio,Mirka
“regalarle un luogo che non ha mai visto”… lo hai fatto, lo fai, lo scrivi, lo disegni con la tua bic instancabile e arrabbiata e triste. Fermatici anche tu, solo per un istante. Per lei, per noi, per te, per un Amore che non capiamo ma che deve esistere…