e si scrive erotismo

 In Blog, E-state Book, la posta del cuore (?), Libri

Nell’impasto delle parole che affolla i nostri occhi, succede a volte di incontrare l’erotismo. Ovvero la scrittura erotica. Pensavo a questo oggi, rispondendo a una domanda qui nel sito: a breve l’uscita di “Cosa fanno le tue mani”, il mio nuovo romanzo. E la consapevolezza che si tratti anche di una storia erotica. Anche, ma non solo. Non prendo le distanze dalla mia scelta di descrivere, in questo romanzo, l’erotismo come l’ho immaginato, come lo vivono i protagonisti: scrivere erotismo mi piace, lo trovo una componente necessaria nello sviluppo delle trame che offro ai lettori. Però la categorizzazione assoluta secondo me è sempre limitativa. Quando amo un noir non lo trovo solo noir: non mi riesce di dire che l’autore ha scritto una storia che si può chiudere entro limiti di una definizione buona senza dubbio per l’elenco in libreria, ma pessima per la libertà di chi scrive. E di chi legge.

“Cosa fanno le tue mani” è una storia. Esistono personaggi che, una volta nati, hanno deciso di comportarsi come dovevano o potevano: nella loro reciproca relazione il sesso ha un ruolo evidente, in alcuni punti è addirittura la ragione per il loro agire, e per questo ho deciso di descriverne i modi, i tempi e le caratteristiche. Qualche volta lasciando spazio all’immaginazione, che necessariamente completa le scene nei silenzi utili a non imbrigliare il lettore in una prigione, altre volte indugiando su ciò che accade. O su ricordi che spiegano perché si è arrivati lì. Se questo significa che ho scritto un romanzo erotico ne sono contenta, e sarei ugualmente contenta se avessi scritto un giallo o un romanzo d’amore o, ancora, un thriller. Scrivere fa parte di me. Il punto è capire se e quanto io mi senta una scrittrice erotica. Mi diverte quando mi definiscono così, in parte è vero. Le lettere che ricevo da tanti lettori, i commenti, le allusioni agli incontri per presentare i libri mi regalano la percezione di chi legge, e chi legge è sovrano. Sono una scrittrice erotica perché ho scritto erotismo, e ancora capiterà che lo scriva. Tuttavia, sono anche la scrittrice di “Una storia ai delfini” e di “Le parole del buio”, e nelle mie storie ho alcune fiabe: negli annali, qualcuno mi ha scherzosamente (ma non sempre) paragonata a Liala, oppure, come è accaduto con “Diario di melassa”, le mie parole sono state giudicate nere, e pesanti, e difficili da digerire. Ho osservato con interesse e riflettuto su ogni visione da lettore, ho trovato in tante di queste visioni un pezzo di verità. Perché non credo si possa univocamente stabilire a priori quale scrittore si sappia o si voglia essere. La scrittura è una forma dell’essere: prediligo, perché più mia, la scrittura narrativa, ma dedico la totalità di me anche quando scrivo saggi di divulgazione scientifica o curo testi come quello che Brioschi editore ha chiesto a Umberto Veronesi (“Perché la salute va spiegata ai ragazzi”, di imminente uscita). Scrivere è scrivere. C’è chi sa di essere altro, e a questo altro si dedica, io ho seguito percorsi non sempre lineari con un istinto sotteso che è sempre stato scrittura: sono arrivata poi a capire che quell’istinto sotteso era ciò che costituiva la mia identità, e ho lasciato che mi possedesse in senso psichico e fisico. Sono diventata me.

Non ho l’abitudine di rileggermi: da lettore forte non ho tempo, e me dispiaccio, per leggere tutto ciò che vorrei, figuriamoci se mi fermo a rileggermi osservando il mio ombelico. Però ho cura dei lettori e mi pongo spesso il dubbio di avere fatto tutto ciò che sapevo e potevo per offrire il meglio. Così, è capitato di ritornare sulle storie che ho scritto per criticarle, valutarle a distanza, comprendere il percorso. E ho notato, per esempio, che ha ragione chi dice che qualche volta ho tolto la speranza. Ho tolto il respiro meraviglioso del sorriso. E’ un sorriso che va restituito, perché la vita ha dentro tanta necessità di leggerezza, tanto bisogno di speranza. Vedremo come sistemeremo il sorriso, allora. Erotismo o no. Negli anni, tante persone mi sono state accanto, magari per poco tempo oppure ancora resistono, e mi hanno offerto la loro visione della scrittura. Ho ricevuto consigli preziosi, suggerimenti e stimoli che, mi rendo conto oggi, sono entrati nel mio metodo di lavoro. Altri suggerimenti invece non erano per me, e anche questo è servito: bisogna capire chi si è, ma anche chi non si è. Spesso ricevo lettere che chiedono suggerimenti, e di recente, a veDrò, qualcuno ha posto la domanda unica e fondamentale: “Dimmi qual è il segreto, il segreto vero per scrivere”. Ho risposto, sorprendendo me stessa, che il segreto vero è scrivere. Scrivere ogni giorno, qualsiasi cosa venga in mente, ma scrivere. Anche quando la penna sembra muta e ferma, anche quando ci si mettono davanti scuse assolute per rimandare. Ha ragione mio marito Alberto: la scrittura, se affrontata seriamente, assomiglia alla chirurgia. Se vuoi che sia bella, riuscita e utile agli altri devi curarla, devi metterci l’impegno del professionista. Carver insisteva sulla cura, sul rispetto per il lettore: il talento non basta, ci vogliono tempo e sforzo, impegno. Impegno. Come è vero. E come sono cambiata, senza vergognarmene. Di niente mi pento, neanche delle cose che ho detto in passato e smentito più in là. La scrittura di istinto resta importantissima, ma ha bisogno, e qui sta l’evoluzione e il consiglio che, se mi perdonate, voglio dare a chi scrive per dare qualcosa agli altri, di serietà e ostinazione. Per ritornare all’origine di questo post, chi di voi ha scritto erotismo sa quanto sia difficile. Nei miei romanzi esistono scene di erotismo che ho riscritto almeno venti volte, ho lasciato dormire e ripreso per scriverle da capo. L’erotismo impegna molto: non devi scivolare, non puoi permetterti una ripetizione stupida o la caduta nella volgarità, devi consentire alla fantasia del lettore di decollare, di volare senza essere disturbata. Devi suggerire gli stimoli e lasciare che il resto accada. Impegno, anche lì. E scrivere ogni giorno.

Nel tempo, ho creduto al valore dello scambio tra scrittori e tra lettori: per questo ho aperto la pagina ufficiale su Facebook, per questo gioisco ogni volta che trovo commenti nel mio sito. L’aiuto di altri a me è servito, continuerò a chiederlo e a desiderarlo, così come cercherò il confronto anche quando sembra tanto difficile. “Cosa fanno le tue mani” ha avuto un lettore, censore, suggeritore che menziono anche nei ringraziamenti nel libro: Tiziano Scarpa. Tiziano è  la persona che molte volte, in questi anni recenti, mi ha rimproverata perché non avevo pazienza, perché non capivo il valore preziosissimo della concentrazione: aveva ragione, ha ragione, e mi auguro un giorno di essere utile a chi ama scrivere nello stesso modo in cui Tiziano è stato amichevolmente utile a me. Perché, se vogliamo essere obiettivi, succede a volte che in realtà lo scambio non ci sia: si lanciano suggestioni, si provoca, si chiede e offre, e cade il silenzio. Peccato. La decisione di ospitare nel mio sito le bellissime produzioni letterarie di altri scrittori è una di queste suggestioni: ci sono scrittori che, generosi e disponibili, hanno regalato a questo sito ebook gratuiti e inediti. La scrittura è estro, istinto e impegno: spero che chi legge sappia valutare quante ore, quanto amore, quanto sudore siano dietro, dentro gli ebook gratis che si trovano qui.

Mi piace pensare a voce alta e sapere di chiudere senza una conclusione vera: così succede oggi, in questo post che nasce dal silenzio e dalla penna che non sa più stare ferma. Sono una scrittrice erotica? Sì, e sono anche altro. Cosa, lo stabiliremo nel tempo.

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Showing 5 comments
  • Fernando Guidi
    Rispondi

    Grazie Giovanna per i momenti intensi che fai vivere ai tuoi lettori. Durante l’estate, nel mio eremo sul Cimone, ho letto “E’ il mio racconto” e l’ho riletto ieri sera; avevo voglia delle emozioni che trasmetti, degli intrecci che vi si trovano, dell’erotismo che invade ogni spazio libero dalle parole…insomma è un piacere legegrti. Forse è anche per questo che, a 60 anni e passa, ho trovato la forza di scrivere, per me e per chi voglia leggermi. In questi ultimi mesi mi sono divertito molto: ho partecipato ad un corso di scrittura che è risultato più un’analisi interiore del mio sentire, trasformate in brevi racconti che poi ho sparzo nei vari concorsi letterari. La sorpresa è stata la collocazioni di alcuno di questi racconti: un terzo posto, una segnalazione con pubblicazione sull’antologia Perronelab BLU…evidentemente qualcuno viene colpito dalle mie emozioni e allora…continuerò a divertirmi. Grazie anche a te che nel 2006 mi hai inviato “Esser grandi è una fiaba” dove misono pienamente ritrovato nella “Casa dai muri antichi”.
    Domani sera, venerdì 1 ottobre, spero incontrarti a Pontedera.
    Ciao.
    Fernando

  • MariaGiovanna Luini
    Rispondi

    Ciao, Fernando! L’emozione di scrivere e leggere è qualcosa che si condivide profondamente con chi sa. Con chi ha gli stessi geni nel DNA, o la stessa passione (dipende da come la pensi sui tratti che ci portiamo dietro nella vita). Ti ringrazio molto, sono felice che “E’ il mio racconto” ti abbia tenuto compagnia con emozione. Quando leggo commenti come il tuo l’emozione poi è tutta mia, piena e difficilmente traducibile con le parole. Sarà che scrivendo mettiamo l’essenza di noi, sarà che scrivere ha tanti e tali significati da assumere un’importanza enorme. Andrò a leggere la tua scrittura, sono molto curiosa, e sono anche contenta di incontrarti a Pontedera!

  • Ste
    Rispondi

    Sei lucida e plastica nella trasformazione e qualunque sia stato il tuo percorso stai manifestando ciò che sei, cioè un’artista. L’erotismo che descrivi riempie di sottile e violenta emozione. Hai ragione pero’, non sei solo questo. Sei completa ormai.

  • MariaGiovanna Luini
    Rispondi

    Ste, chi lo sa. E forse il segreto sta nel non saperlo. Grazie!

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