divagando, i giorni recenti e i pensieri nuovi

 In Blog, Il Male Dentro, la posta del cuore (?)

lilli-gruber-tvMariaGiovanna Luini a “Otto e mezzo”

A un certo punto scopri che il bivio non esiste più, è dietro le spalle. Ci hai pensato così tanto che non ti sei accorta, sei passata oltre senza renderti conto. Più o meno è accaduto a me.
Mi sono divertita ieri quando un’amica che ogni settimana aiuta la mia mente e il mio corpo con la sua manipolazione extrasensoriale ha detto: “Stai perdendo energia, la doni ma non ti ricarichi”. Mi sono divertita non certo perché mi girasse in testa di non credere alle sue parole (corrispondevano a una realtà che avevo già intuito) ma perché se volessi fermarmi per decidere come smettere di donare energia – almeno un po’ – per acquisirne una certa quantità per me stessa non saprei da dove iniziare. Ed è grave. Grave perché nessuno dovrebbe smarrire il senso della protezione di se stesso, grave perché i metodi per riprendere energia sono tanti e piuttosto facili. Basta amarsi.
Da anni pongo a me stessa la medesima domanda che tante altre donne più o meno pari età pongono a se stesse: mi amo? (Ma quanto mi amo? Mi penso? Ma quanto mi penso? Ricordate il tormentone pubblicitario di alcuni anni fa?). Credo di amarmi molto più di prima, ma di essere partita da una base bassa. Il paradosso di una scrittore che pubblica tanto su carta e nel Web e confessa di essersi sempre amata poco, di avere iniziato a farlo di recente in modo ancora incerto. Ma che io pubblichi o meno le cose che faccio, le fortune e i pensieri che ho importa poco: non è quello l’amore per sé. Quella è condivisione nella migliore delle ipotesi, è marketing nella peggiore. Ripeto ciò che ho già detto: non ce l’ho con il marketing, è necessario e gestisce tanta parte della nostra vita, ma non è tutto. Anzi: quando pervade mondi come la letteratura e la sanità dovrebbe avere l’intelligenza di mascherarsi, di piegarsi ad alcune logiche per migliorare e rendersi più efficace. Un marketing che sa dove si trova denota eleganza e intelligenza, due doti sempre apprezzabili.
Parlava di bivio, alcune righe in alto in questo post. Bene, il bivio è qualcosa che desideriamo, temiamo, paventiamo, sogniamo per un sacco di tempo e che – quando arriva – sembra sfuggire alla consapevolezza. Scopriamo che il bivio c’è stato solo dopo essere andati oltre. Settimana scorsa sono accadute tante cose: ho messo una firma importante e liberatoria su un contratto professionale e mi sono scrollata di dosso alcuni fastidi e una grossa ingiustizia subita, ho gestito “IEO per le donne 2014” insieme a tanta bella gente, ho partecipato con grande gioia a “Otto e mezzo” di Lilli Gruber con il mio romanzo “Il male dentro” e con il nuovissimo saggio uscito con Skira “Le età della donna, diario del corpo femminile”, sono stata al Salone di Torino per la firma del romanzo e ho presentato (il romanzo) alla clinica Multimedica nel varesotto (presentazione piena di persone, bellissimi scambi). In qualche momento mi sono chiesta dove trovassi il tempo e il modo, ma sono riuscita a fare tutto. Sono riuscita a essere in tanti luoghi. Forse, banalmente, la mia dispersione di energia sta nell’essermi sovraccaricata di impegni e nell’averli onorati. Impegni peraltro piacevolissimi e vicini al mio io più profondo. Forse, invece, la dispersione di energia sta due passi più indietro rispetto al bivio che so di avere oltrepassato: è come se avessi dimenticato indietro una scarpa in un cammino epico che mi sta coinvolgendo con sorpresa e grosse novità.
Insomma, scrittura, comunicazione e libri sono al posto che volevo per loro. Ancora un pezzo di strada e ci siamo, ma il bivio è superato. Ho progetti chiari, intenzioni serie, scarsi o nulli vacillamenti. Oltretutto, ironica come solo lei sa essere, la vita ha aggiustato alcuni dettagli che facevo fatica e sistemare con la volontà. Ha spezzato, rotto legami e realtà che non andavano bene e non mi permettevano di volare, ha aggiustato con qualche trauma passeggero imperfezioni che non avevano più ragione di esistere. E intanto camminavo, come cammino oggi. Racconterò un giorno questo lungo periodo intenso, controverso, buio/luce e ombra e chiarore insieme, racconterò cosa significhi stare accanto a qualcuno in difficoltà nell’alternanza di un’osanna e di schiaffi, tradimenti e pensieri piccoli, racconterò persone che meritano – nel male e nel bene – di essere raccontate. Perché il bivio è indietro, ho già scelto, e là dove esitavo sono stati altri (il destino) a scegliere per me. Spingendomi, di fatto, nella libertà che cercavo e in una presa di posizione netta che a lungo ho rimandato.
Cercherò il modo, oggi, per mangiare e bere e respirare l’energia che voglio recuperare. Energia che è Amore, Luce, pensiero fantasioso.
Un’esperienza stupenda di questo periodo (dispendio energetico alto ma guadagno altrettanto alto) è stata girare un lungo video con Carlo Verdone. Il video era dedicato a “IEO per le donne 2014”, nel mio Vimeo personale ho 33 minuti di dialogo con Carlo che resteranno un momento perfetto della mia vita (se vi interessa vederlo scrivetemi a [email protected]: ne autorizziamo la visione privata ma non la riproduzione o il download).
Ho ricevuto lettere e telefonate che mi hanno restituito l’immagine di me che speravo esistesse. C’è gente bella, sapete. Un uomo che da anni frequento per lavoro, un signore elegantissimo e “importante” che alla gestione economica unisce una grande sensibilità poetica, mi ha inviato una delle sue indimenticabili lettere scritta a mano: quando ho visto la busta sulla mia scrivania ho sorriso, il cuore riscaldato da gesti che pochi ormai conoscono e possiedono un’efficacia insospettabile. Mi ha riempito di gioia AIRC, che dopo la trasmissione con Lilli Gruber mi ha scritto per dire “grazie” (Lilli in trasmissione ha citato più volte IEO dove lavoro con molta passione da venti anni esatti e ha annunciato la vendita delle azalee di AIRC): esistono Enti che ringraziano quando li porti con te in un’occasione di buona, pulita, enorme visibilità. E’ perché esistono persone eleganti e intelligenti, sta tutto lì. Mi ha ringraziato Umberto Veronesi (a parte il resto – cioè la genialità – ha eleganza da insegnare), mi ha ringraziato la Direttore di Fondazione IEO. E tanti, tanti altri messaggi hanno confermato che spesso bastano poche parole per mettere insieme un’emozione. A volte, davvero, basta dire “grazie”.
PS: nel link trovate la puntata di “Otto e mezzo”.

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Showing 2 comments
  • lucia

    Ti voglio bene splendore

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