rinascite a vecchie straordinarie incarnazioni

 In Blog, la posta del cuore (?)

 

Alcune tradizioni ricordano il tempo che finisce per subito ricominciare. Una di queste tradizioni è l’intervista su un argomento solito: quali esami di controllo fare a settembre, quando si rinasce. La domanda che ogni medico serba nel cuore è: “Perché dovrebbero fare esami proprio a settembre? Perché a settembre gli esami di controllo dovrebbero essere differenti da quelli che si fanno ad aprile, dicembre, novembre?”. Ma è una domanda cretina perché in effetti se la richiesta dei giornalisti è questa significa che l’esigenza dei lettori è conoscere l’elenco degli esami preventivi adatti al nuovo ciclo della vita, casomai ad agosto fosse cambiato qualcosa.

Sono ferma al porto di Salivoli, il mare non permette di ripartire e io sono felice. Salivoli è un luogo di pace che, privo della bellezza carnale dei porti VIP, accarezza le mie velleità di silenzio e di osservazione di ciò che è normale. Non che esista una realtà normale, la normalità è un concetto che ognuno di noi declina in proprio e sposta più in qua o più in là in base alle esigenze del momento: a Salivoli però posso percorrere il breve tratto di strada verso la spiaggia più popolare (con affaccio sullo scolo della fognatura) incappando in gentili signore che si rivelano agguerrite Testimoni di Geova e dedicarmi a passeggiate che, se il vento arriva da Nord, mi portano fino a Baratti e Populonia oppure, se lo Scirocco taglia le gambe, si concentrano su un giro alla Coop o, nelle botte di vita, nel centro storico di Piombino.

Riconosco giorno dopo giorno la giovane moglie del camionista che sta fuori a lungo e quando ritorna parcheggia la motrice davanti a casa, su una salita a curve che dal porto arriva al paese: lo aspetta ansiosa e ha una luce speciale quando il marito sta per arrivare. Li ho scorti ieri abbracciarsi sulla soglia felici e pieni di desiderio, ho rallentato i passi perché non mi scorgessero al di là della siepe.
Appena oltre il piazzale di ingresso nel porto c’è un minuscolo bosco con le fronde alte e verdissime: mi ci rifugio spesso su una panchina di legno un po’ malmessa ma sufficientemente nascosta nell’ombra, oppure mi addentro nel sentiero a scalini che a tratti si fa così stretto che due persone non riescono a passare. Amo l’energia degli alberi, il loro respiro e la saggezza che usano nel proteggere e guidare i pensieri. Accade che suggerisca alle persone che ricevo per i trattamenti Reconnective Healing di chiedere l’energia agli alberi. Gli alberi sono una fonte muta ed eterna che sottovalutiamo, e non dovremmo.
Intanto ho ripreso a scrivere. Non che abbia smesso, ma in questi mesi di luglio e agosto ho scritto parole per ora segrete. Parole importanti (per me) e segrete, e studi profondi. Sto seguendo ciò che sono e il mistero è ormai parte enorme del mio quotidiano. Le stranezze che alcuni guardano con sorpresa e altri deridono (stando molto attenti a non farsi sorprendere da me, si sa mai che io possa servire in futuro) e altri ancora ricercano perché in fondo ci credono sono la cifra stilistica della mia incarnazione, e proprio non so quale sarà il prossimo volo cui sono destinata.

Ora il respiro più largo e la rinascita a vecchi e straordinari stati dell’essere mi chiede di ritornare: ci sono racconti che ho accettato di scrivere, articoli per i blog qua e là, progetti intriganti che forse vedranno la luce. Con un’ispirazione così mutata e divelta, spalancata al nuovo che mi commuovo all’idea. E con un incontro con la Bellezza che prima o poi vorrò raccontare, ma dovrò avere parole di platino e la voce di un angelo.

Il primo settembre sarà l’anniversario della mia liberazione: nel 2014 terminò un lunghissimo ciclo lavorativo cui devo molto perché ha determinato parte di ciò che sono ma che, con tutta evidenza, non serviva più e rischiava anzi di diventare un ostacolo a un’anima che voleva volare. Le chiusure non sono altro che metamorfosi, spesso il trauma dipende più da come queste chiusure sono decise e comunicate che dagli eventi stessi: così è stato per me perché quel cambiamento fu gestito in modo pessimo, ma se ne parlerà più avanti se proprio si deve.

In realtà tendo a dare nulla importanza all’energia bassa, solida e che non vola ma so che niente può restare sospeso, soprattutto ciò che accade con un enorme carico di nevrosi in chi decide e agisce. Dovremmo ricordare sempre che niente si chiude davvero se anche solo un cuore resta sospeso, se abbiamo calpestato un minimo, piccolo diritto altrui. O l’amore di qualcuno. Ho solo la speranza che i ritorni (certi) di alcuni eventi della mia vita siano come un vento allegro che accarezza e se ne va.
Il primo settembre per me è una festa di vita adulta e volo libero, ed è anche il momento in cui riprenderò il lavoro definitivo con TEA per il romanzo in uscita nel 2016.
Il mistero e le anime mi accompagnano, come accompagnano voi. Sempre che vi faccia piacere sapere di non essere mai soli.

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