il tentativo di essere se stessi, e l’Eros che dimentichiamo

 In Blog, I racconti del taccuino, la posta del cuore (?), Racconti Brevi

Siedo alla scrivania. Accendo l’incenso. Digito le complicatissime chiavi di accesso a uno dei miei blog, questo. Alla mia destra la portafinestra è aperta su un cielo screziato azzurro panna slavata, i canti di uccelli che non riconosco fanno il paio con un Buddha Bar che a tratti arriva ai miei livelli di coscienza. La scrittura è sempre lì, prude nei palmi delle mani e nelle dita morbide di crema bianca dopo la doccia: il fatto è che per esplodere ha bisogno che la ritrovi, ne senta la pressione fino ad aprire il primo, minimo pertugio. Basta un refolo di aria pura intrisa di cristalli e la scrittura arriva. Ma quell’aria da alcuni giorni è imprigionata in un filtro. Ieri mattina avrei potuto, invece no. Avrei potuto scrivere, creare, impastare parole, avrei potuto alleggerire il magma che sta crescendo in gola.

Nei Tarocchi Eros e creatività stanno insieme: l’energia erotica è creatività, secondo me è vero. Ma il telefono ha squillato senza sosta, e ho risposto. Erano persone che chiedevano aiuto, non solo per una malattia del corpo: da quando la mia attività di medico olistico ha spalancato gli occhi e il cuore la gente mi cerca per raccontare l’amore che sanguina, le ferite difficili a guarire, le paure che rallentano la vita. Depressione e ansia, curiosità dell’infinito e lutti da mordere per andare oltre. E a me piace ascoltare, piace proprio tanto. Però ho la scrittura che preme, e ieri l’ho lasciata lì in fondo al pozzo.

Oggi non so. Il fastidio inusuale ma noto che provo al ciabattare di qualcuno al piano di sopra, le risposte stizzite al telefono ogni volta che mi risveglia, i due post già buttati via perché ho impiegato un’ora per inanellare due paragrafi raccontano tanto di ciò che arriva. La superficie placida inizia a marezzarsi, come quando il mare sembra un’immenso specchio accogliente e in dieci minuti si trasforma nel peggiore nemico per chi, incauto, non si è ritirato in porto.

Dicevo dell’Eros e della creatività nei Tarocchi: sono così simili, così esplosivi, così vivificanti. Giorni fa una donna nella mia pagina Facebook ha tentato di convincere un agghiacciato uditorio: l’Amore è più alto e più vero se è casto, sublimato. Cioè represso, ho risposto io: la donna se l’è presa, probabile che con il mio commento abbia colpito un incrociatore affondandolo. Come si fa a dire che l’Amore ha gradi e livelli, e che Eros lo sminuisce? La donna ha anche sentenziato che l’erotismo serva solo alla riproduzione: lascio a voi immaginare la mia reazione. Nevrosi, ormoni in calo possono giustificare tanta deprimente rassegnazione ma anche gli ormoni femminili in calo possono ampiamente essere compensati dalla psiche: benedetta la nostra psiche, benedetto l’amore che ci salva quando apriamo il cuore e non ci obblighiamo a cancellarlo perché scomodo!

Quanti guai nevrotici risparmieremmo in una vita in cui l’erotismo non evitasse di diventare una specie di aggiunta quando c’è tempo, quando si può: quanto sarebbe meglio pensare onesto, sentire leale e pulito e ammettere che l’energia erotica è fondamentale e necessaria come respirare, mangiare, bere, dormire. Ma manca la consapevolezza, in media ci si accontenta di credere che Eros trovi una propria collocazione anche nel silenzio perché si può trasformare in altro. No, che non si trasforma: la creatività, appunto, ne è fortissima espressione, ma non basta. Il corpo e lo spirito hanno bisogno di sentire, amare forte, godere in modo appagante.

Quando una coppia mi confida, in ambulatorio, che il sesso ormai da anni è saltuario perché “d’altra parte funziona così e l’amore non è certo il rapporto sessuale” sorrido educata e mi chiedo subito chi dei due stia tradendo l’altro e quali siano i pensieri reali nei cervelli che si nascondo sotto la volta cranica. Infatti, e chissà perché, quando affronto l’argomento della sessualità in modo aperto e sorridente vedo la luce ritornare sui volti delle cosiddette “pazienti” e dei/delle loro partner, e le visite successive hanno una richiesta immancabile: possiamo riparlare di come vivere l’erotismo? Perché con me se ne può parlare.

In teoria di Eros si dovrebbe parlare come si parla (troppo e a sproposito) di cibo, di benessere, di prevenzione. Sorrido, ora, e anche Eros sorride con me e con chi vibra alla mia stessa frequenza erotica, rendendomi la più felice delle donne. Niente è perfetto come l’incontro con il proprio desiderio attraverso la fusione di energie che si cercano, si trovano, danzano insieme. Ringraziare con amore chi ci fa vivere questa perfezione è meraviglioso. Sto arrivando io, sto ritornando io. Nuova e rinfrancata, nuova e disillusa in parte, ma anche felice e piena di sogni differenti.

In questo anno ho scoperto l’amore e la consapevolezza nella loro forma piena. In questo anno è nato “La luce che brilla sui tetti“, sono nata io adulta e pronta a ridere di me e piangere per ripulire le emozioni spazzate dagli angoli di polvere. In questo anno, nei giorni recenti, ho percepito la realtà di ciò che alcuni definiscono il “momento samurai”. Altri lo chiamano momento quantico. Comunque si chiami, è un’esperienza che si nota solo guardando indietro e scoprendosi diversi senza sforzo. Diversi da prima, più forti e vivi e capaci di rischiare, e basta. In questo post ho divagato: telefoni che squillano, Eros, repressioni e gioia, nuova me e nuovi voi.

Domani incontro Alejandro Jodorowsky e ripeto un seminario sui Tarocchi, e sabato e domenica con lui cercherò il mio vero Io. Preparatevi.   Vi amo.   P.S.: a parte le telefonate per amore che sono una benedizione e rendono esplosiva la mia ispirazione, anche questa mattina ho ricevuto una serie di chiamate che avrebbero potuto serenamente essere messaggi scritti. Più discreti, meno invadenti. Problema mio: smetto di rispondere, è meglio. Scrivere un post a singhiozzo è come fare l’amore con il cellulare acceso. No, no, no.

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