Pensieri di fine anno

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Inevitabile: non sfuggo alla spietata regola delle riflessioni all’inizio di un anno nuovo. Che poi non cambia granché, a parte il calendario e le agende e la memoria da stimolare quando metto la data sulle pagine del mio diario e sugli assegni. La verità è che ogni fine anno può essere un rito di passaggio: lo decidiamo noi e secondo me è una buona idea.

A me i riti di passaggio piacciono, anche quando significano che è esistito un dolore che voglio lasciare indietro avendolo vissuto e sminuzzato nei suoi elementi essenziali. Curo i riti con amore e fantasia, di solito ci metto le rose e tanto incenso e brucio oggetti purificandone i legami con me: lo faccio per liberare da ogni vincolo reciproco me e le persone che a quegli oggetti sono associate.

Di recente ho bruciato una cosa che ha significato molto in una relazione e l’ho fatto perché quella relazione si ripulisse, si elevasse, finisse nella sua forma patologica per rinascere, se sarà il caso, in altro modo. Oppure per chiudersi del tutto senza pendenze nel Karma e non nuocere più in un futuro che è tutto da inventare.

Immaginavo che avrei lasciato nel 2016 la fisicità, la presenza incarnata di Umberto Veronesi. Temevo, anche se non lo immaginavo, che sarebbe accaduto anche per la mia amata Franci del Rosso. Comunque immaginare non è prepararsi: non ero preparata alla morte di Umberto e ancora meno lo ero a quella di Francesca. Non ero preparata alla fine di relazioni profondissime nel mio cuore, non solo a causa della morte fisica. Il 2016 ha rivoluzionato la mia vita in tanti sensi: di alcuni posso dire briciole, di altri racconterò nei libri, di altri ancora conserverò memoria e i segni sulla pelle.

Scrivo questo post per ringraziare. “La luce che brilla sui tetti”, il romanzo uscito nel 2016 con TEA, ha avuto un percorso bellissimo e continua a vivere (esiste anche un sito di questo romanzo, ricordate? E’ http://www.lalucechebrillasuitetti.online/). Per me è stato un romanzo di rinascita, un reimpossessarmi della vita, un ritornare a credere alla vita e alla scrittura: sento che tanti di voi lo hanno capito e vi ringrazio. Continuerò a viaggiare con questo romanzo finché ci saranno persone che mi chiederanno di raggiungerle.

Sto usando questi giorni per scrivere due libri: uno è il romanzo nuovo, finito e da rivedere, l’altro è un racconto un po’ speciale che mi riguarda da vicino. Sono scommesse ulteriori che discuto insieme a Benedetta Centovalli (incontro fatato del 2016) e plasmo seguendo cuore, mente, ricordi, fantasia. E ho in mente altro, un libro che inizierò a breve: parlerà d’amore e di quanto sia sciocco, inutile e ormai fuori moda definire eterosessuale, omosessuale, bisessuale qualcuno. Basta con discriminazione e auto-discriminazione! Basta con le sottolineature su chi ami chi, e come, anche con il pretesto di rivendicare diritti: non sono più quei tempi lì. Rendiamo normale ciò che è normale. L’amore è amore. Le anime non hanno sesso: decidono di averlo quando si incarnano per imparare lezioni nuove. Qualcuna, a volte, si incarna ma non cancella la consapevolezza e mantiene la sua memoria d’anima. E sa che amare liberi è compenetrarsi, e il sesso è un dettaglio.

Scriverò tante altre cose: le vedo ma non le anticipo. Perché scrivere è il mio segreto e la mia libertà. Non ho mai conosciuto altro che la libertà, e quando ho tentato di barattarla con qualche certezza ho commesso gli errori più dolorosi della mia vita.

Buon Anno a tutti!

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